Archivio mensile: June 2015

Buon ritorno, Samantha!

Questa volta pare che sia vero: la missione di Samantha e dei suoi colleghi Terry Virts e Anton Shkaplerov terminerà giovedì 11 giugno, dopo 199,7 giorni. A meno di 8 ore dal numero tondo 200. Mercoledì alle 16.40, con quasi un giorno di anticipo, Terry ha passato il comando della ISS a Gennady Padalka.


Giovedì il ritorno. Che inizia presto: dopo il risveglio, gli astronauti salutano i propri compagni e poi si sigillano nella capsula Soyuz. Saranno circa le 8:55. Iniziano a questo punto, per diverse orbite, una serie di controlli, di check, di test del veicolo di ritorno. Intorno alle 12:20, i tre astronauti lasciano la Stazione Spaziale: è il momento del cosiddetto undocking. La navicella Soyuz ha mollato gli ormeggi. E inizia a cadere, muovendosi su un’orbita diversa da quella della ISS. Il ritorno della capsula, in effetti, non è altro che un precipitare a terra in modo controllato. Dopo alcune orbite, ecco il momento più importante: la Soyuz accende i motori e si dà la spinta definitiva che ne determina l’uscita dall’orbita (deorbit burn intorno alle 14:51). In pratica, si tuffa verso l’atmosfera. E subito dopo, si libera di due dei tre moduli di cui è costituita: il modulo orbitale e il modulo di propulsione hanno abbondantemente terminato il loro compito, come del resto i pannelli solari. Rimane soltanto il modulo di atterraggio, protetto da un efficace scudo termico. Quando entra negli strati più densi dell’atmosfera, il modulo sarà una specie di cometa incendiata: circondato dal plasma incandescente. A circa 20 minuti dall’atterraggio, previsto per le 15:43, iniziano le manovre per rallentare la velocità di discesa, che nel giro di 8 minuti raggiunge gli 800 km/h. 15 minuti prima dell’atterraggio, si aprono 4 paracadute: prima due, poi, in successione, altri due. Nel complesso, in appena un quarto d’ora, la capsula rallenta fino a circa 30 km/h. Appena un secondo prima dell’atterraggio, si accendono 4 piccoli motori che, come nelle astronavi dei film di fantascienza, con la loro propulsione rallentano ancora la velocità dell’impatto a circa 5 km/h. Nonostante una certa ruvidezza complessiva, le attenzioni alla salute degli astronauti sono molte: per rendere più soffice il rientro, le poltrone su cui siedono sono “tagliate” su misura, anche per quanto riguarda la forma. Piccole nicchie protettive, insomma. Nonostante questo, inutile negarlo: il rientro non è come fare una passeggiata. Urti, strappi, decelerazioni: l’astronauta affronta le ultime prove della sua missione riscoprendo, in poche ore, che cosa significa essere sottoposto ad accelerazioni violenze. Riscopre, insomma, il significato del “peso”, ovvero una accelerazione lungo una specifica direzione, che noi umani chiamiamo “basso”. Ci sono anche conseguenze divertenti. L’astronauta canadese Chris Hadfield, per esempio, noto per aver cantato Space Oddity di David Bowie nella Cupola della ISS, ha raccontato di come, al suo rientro, sia rimasto sorpreso dal sentire il peso persino della lingua e delle labbra. E che, inizialmente, anche parlare gli era parso un’attività diversa da quella degli ultimi mesi. Conoscendo Samantha, e apprezzandola per la sua capacità di comunicare, no panic: continuerà a parlare come prima! Buon ritorno a casa!    

Niente Panico

11/06/2015

Fonti di calcio vegetali

Quando si pensa all’assunzione di calcio, si fa quasi sempre riferimento al latte e ai suoi derivati. In realtà esistono molti altri alimenti che dovrebbero essere presi in considerazione. La maggior parte deriva dal mondo vegetale. Tra questi abbiamo i semi di sesamo e quelli di lino, il cavolo verde, gli spinaci, i broccoli, la quinoa, i legumi e le mandorle. «Tutti questi ingredienti – come ci spiega lo chef Stefano Polato – sono presenti in modo sostanzioso nel menu di Argotec per Samantha Cristoforetti, visto che assicurano un buon apporto di calcio, assolutamente fondamentale per chi vive in assenza di peso. Fra gli obiettivi del bonus food, infatti, è di primaria importanza permettere a Samantha di arginare i danni all’apparato scheletrico, ma allo stesso tempo garantirle una facile digeribilità. In effetti, i latticini possono risultare pesanti e non a tutti gradevoli, ma per fortuna il mondo vegetale ci viene in aiuto. Tra l’altro, molti semi oleaginosi, come quelli di sesamo, ci consentono di insaporire i piatti, diminuendo allo stesso tempo la quantità di sale».

Le cattive abitudini alimentari ci hanno indotto a fare un uso eccessivo di sale e zucchero, che oggi risultano essere “inquinanti” non solo per l’organismo, ma anche per il nostro palato. Tuttavia esistono dei validi sostituti: come fatto all’interno dello Space Food Lab di Argotec, al posto del sale è possibile utilizzare le spezie che abbiamo nella dispensa, anche se troppo spesso ce ne dimentichiamo. «Solo per citarne alcune – sottolinea Polato – mi vengono in mente il rosmarino, il timo (ideale per condire il pesce), la noce moscata (per salse e risotti), la maggiorana, il peperoncino (un ottimo vasodilatatore), il coriandolo, il cumino, la curcuma e la menta. Per le insalate, invece, il mio consiglio è quello di provare il gomasio. Utilizzato comunemente nella cucina asiatica, si tratta di un misto di semi di sesamo tostati e macinati con una quantità minima di sale. Si può preparare facilmente anche a casa».

Ricetta

Per ottenere 100 grammi di gomasio occorrono 1 cucchiaio di sale integrale marino fino, 8 cucchiai di sesamo e un cucchiaio di erbe aromatiche secche a piacere (salvia, rosmarino, alloro, timo, origano). In una padella antiaderente far dorare leggermente il sesamo a fuoco basso, mescolando con un cucchiaio di legno, facendo molta attenzione che i semi non abbrustoliscano o inizino a fumare. In quel caso, si formerebbe il sesamolo, che è una sostanza tossica e non particolarmente piacevole. Aggiungere il sale, le spezie secche e tritati, i semi di sesamo nel mortaio e pestare con molta pazienza. Conservare in un contenitore di vetro chiuso e al fresco per circa una settimana.

Per saperne di più: http://www.argotec.it/argotec/

Fai il pieno giusto | Osteoporosi

09/06/2015

Samantha prende il posto di Sunita Williams come astronauta donna con più giorni consecutivi in orbita

Sabato 6 giugno intorno alle 16:21 CET l’astronauta ESA Samantha Cristoforetti diventerà l’astronauta donna con più giorni consecutivi nello spazio nel corso di una sola missione.

Expedition_32_Flight_Engineer_Sunita_Williams_exercises_on_COLBERTIl record era detenuto dalla collega della NASA Sunita Williams, con 195 giorni di missione durante l’Expedition 33 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Sunita è ancora la donna astronauta con più  passeggiate spaziali nel suo bagaglio personale (ben sette) e inoltre quella con più ore spese al di fuori dell’avamposto orbitante: in tutto 50 ore e 40 minuti.

La missione Futura di Samantha, la seconda di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana, Ë stata prolungata dopo alcuni imprevisti con la navicella cargo russa Progress.

Samantha ha gi‡ conquistato un paio di giorni fa il record come astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea con la missione di pi˘ lunga durata.

Niente Panico

06/06/2015

Samantha è l’astronauta ESA da più tempo nello spazio in una sola missione

Oggi intorno alle 17:27 CET l’astronauta ESA Samantha Cristoforetti, in missione per l’Agenzia Spaziale Italiana, batterà il record di più lunga permanenza nello spazio in una sola missione per un astronauta europeo. Il suo ritorno era originariamente previsto il 12 Maggio ma la sua missione Futura è stata prolungata dopo alcuni a causa di un problema al cargo russo dei rifornimenti Progress.

Il record apparteneva precedentemente all’astronauta ESA André Kuipers che ha vissuto e lavorato sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2012 er 193 giorni durante la sua missione PromISSe; anche il suo record era stato stabilito dopo un prolungamento della permanenza nello spazio dopo alcuni imprevisti. Dal suo blog:

“ Una perdita è stata trovata sulla Soyuz che avrebbe dovuto portare qui su l’equipaggio dell’Expedition 31. La nuova navicella di sostituzione è in fase di preparazione; non sarà pronta prima di metà Marzo e quindi il volo di Dan, Anton e Anatoly verrà rimandato di due mesi. Ma questo ha delle conseguenze anche per me, Don e Oleg. Il ritardo è ora di sei settimane e il nuovo ritorno sulla Terra è fissato per il primo Luglio”.

Né Samantha né André detengono il record assoluto di permanenza nello spazio per un astronauta ESA: quello appartiene a Thomas Reiter con ben 350 giorni passati in microgravità durante due missioni: 179 sulla stazione spaziale Mir nel 1995 e 171 sulla Stazione Spaziale Internazionale come membro dell’Expedition 2 nel 2006.

Niente Panico

04/06/2015

Cucinare nel ristorante al termine dell’universo… si può!

Ormai sono passati quasi sei mesi dall’inizio della missione Futura e il Nodo1, il nostro personale “ristorante al termine dell’ universo” ha visto molte cene reidratate o riscaldate nel fornellino elettrico . Solitamente i nostri pasti consistono in piatti già  pronti o per lo meno facili da assemblare: per motivi di tempo, di praticità  e di spazio. Vi ho gia’ detto che il mio preferito e’ l’ottima insalata di quinoa e sgombro di Stefano Polato, chef ufficiale della missione Futura e responsabile dello Space Food Lab di Argotec? Ma anche il pollo al curry con piselli e funghi e’ una prelibatezza. E soprattutto sono dei piatti unici completi, sani e nutrienti. Ne ho portato una bella scorta in buste gia’ pronte, ma ho anche portato i singoli ingredienti in buste separate: e’ possibile assemblarli a bordo, anche se non facilissimo in assenza di peso. Guardate qua!
Un po’ di lavoro, certamente, ma mi piace poter variare la proporzione degli ingredienti rispetto alle buste gia’ pronte. Io mi sono limitata a ricreare le ricette del nostro Stefano, perche’ non sono una “cuoca” molto fantasiosa. Ma forse avete qualche idea da suggerirmi per queste ultim settimana a bordo? Magari dei bei piatti unici seguendo i principi di cui abbiamo parlato su Avamposto 42 fin dall’inizio. Ecco qui una selezione di ingredienti di base, alcuni presi in parte dal mio bonus food e in parte dal menu standard della Stazione Spaziale. Perche’ non provate a casa e ci mandate una bella foto con la ricetta? Aspetto le foto delle vostre creazioni! E poi vediamo come verranno rifacendole nello spazio. Mandatecele su Twitter con l’hashtag #RicettePerSam o pubblicatele su Facebook come commento a questo post. Se invece volete andare sul sicuro e affidarvi al nostro chef, qui Stefano Polato mi ha insegnato come creare le mie ricette spaziali nella cucina di casa. Avete voglia di cucinarle con famiglia o amici? Anche in questo caso, non dimenticatevi di mandarci una foto ! (Su Twitter con l’hashtag #SpaceFoodAtHome o su Facebook come commento a questo post). Pollo alla curcuma con funghi e piselli:


Sgombro con quinoa e pomodorini:


Samantha

Fai il pieno giusto

04/06/2015