L+50: L’odore dello spazio
Thursday
08:36
Dal Diario di bordo di Samantha Cristoforetti (nota scritta il 13/01/2015):
Avamposto Spaziale ISS. Orbita Terrestre—Giorno di missione 50 (12 gennaio 2015)—Ieri è stato il mio 50° giorno nello spazio e certamente un grande giorno per la ISS—come sono certa abbiate sentito, Dragon è arrivato! Ora abbiamo una nuova stanza collegata al boccaporto Nadir [la direzione verso il basso—N.d.T.] del Nodo 2, proprio accanto ai nostri alloggi dell’equipaggio: per tutto il tempo in cui sono stata qui c’era un portello che dava sul vuoto là, ora posso girare e “immergermi in giù” verso l’interno di Dragon. La nostra casa nello spazio è diventata più grande.
L’avvicinamento e la cattura sono avvenuti nella mattinata e, almeno per quanto abbiamo potuto vedere dalla nostra prospettiva, tutto è andato veramente bene. È stato molto toccante guardare questo veicolo avvicinarsi alla ISS e distinguere sempre più dettagli mentre arrivava più vicino, un messaggero dalla Terra che portava rifornimenti per gli unici sei esseri umani attualmente non sul pianeta.
Mi ha colpito quanto sia rimasto stabile mentre si avvicinava a noi dal basso: si poteva appena notarlo controllare la sua posizione e l’assetto. Quando si è fermato all’ultimo punto di attesa a 30 metri è sembrato già così vicino, non riuscivo a credere che sarebbe arrivato altri 20 metri più vicino prima che potessimo afferrarlo, ma naturalmente là fuori non abbiamo molti riferimenti per giudicare la distanza. È arrivato al punto di cattura, a una distanza di 10 metri, durante la notte orbitale, con le luci rosse e verdi accese ai lati che si riflettevano magnificamente sui pannelli solari. Appena dopo il sorgere del sole abbiamo avuto il “GO per la cattura” da Houston, e Butch ha manovrato dolcemente il braccio robotico verso il perno di presa e premuto il grilletto per avviare la sequenza di cattura. Tenevo pronte tutte le mie cue cards [schedine riassuntive—N.d.T.], ma fortunatamente non ce n’è stato alcun bisogno. Tutto è andato perfettamente!
Dopo abbiamo messo il braccio in una configurazione sicura e da terra hanno preso il controllo per manovrare Dragon verso la sua posizione di ormeggio al boccaporto Nadir del Nodo 2. Una volta che sono stati avvitati i bulloni per stabilire una salda connessione meccanica, ho ricevuto un go per il controllo di tenuta stagna del vestibolo: se vi state chiedendo cosa sia, diciamo che è lo spazio fra i portelli.
C’è un portello sul nostro lato, Dragon ne ha uno sul suo lato: quando i portelli vengono aperti, dobbiamo avere un “corridoio” a tenuta stagna nel mezzo che ci permetta di passare: quello è chiamato vestibolo. Subito dopo l’ormeggio, il vestibolo si trova nel vuoto: se ci pensate, è all’esterno del portello dal nostro lato e all’esterno del portello dal lato di Dragon. Prima di equilibrare la pressione e aprire il portello, è importante assicurarsi che il vestibolo non abbia perdite. A questo scopo ho aperto una piccola zona fra il vestibolo e l’atmosfera della cabina della ISS e pressurizato il vestibolo a 260 mmHg, verificando poi che la pressione rimanesse stabile per 20 minuti. A quel punto, ho equilibrato completamente la pressione e Terry e Butch sono subentrati per aprire il portello e lavorare alla riconfigurazione del vestibolo per il periodo in cui Dragon rimarrà sulla ISS.
A un certo punto, una volta aperto il portello sul nostro lato, Terry mi ha invitata ad annusare “l’odore dello spazio” nel vestibolo. È una specie di barzelletta, naturalmente, lo spazio non ha odore. Ma è apparentemente il tipico odore dei materiali che sono stati esposti al vuoto. Non un odore piacevole, vi dirò: direi che la componente dominante è “bruciato” con un pizzico di “stantio”. Ma hey, se questo significa che un’astronave è venuta a farci visita, per me va sempre bene!
[nel video: il momento in cui Samantha annusa “l’odore dello spazio”, con sottotitoli in italiano e inglese—N.d.T.]
[youtube pp3JJ225RjQ nolink]
15/01/2015





Visto che durante una delle sessioni eravamo in Ku LOS (vedete sopra), e non ero in contatto radio con il nostro istruttore, Butch ha inaspettatamente iniziato a chiamare numeri a caso mentre manovrava il braccio. Ottimo addestramento! E fra l’altro, anche se ci addestriamo agli scenari peggiori, ci aspettiamo tutti che domani Dragon e il braccio funzionino perfettamente. E Terry scatterà delle foto fantastiche: oggi ha passato molto tempo impostando le macchine fotografiche e, conoscendo le sue abilità, andarà tutto bene!
Ho avuto modo di immergermi ancora nelle viscere della nostra toilette spaziale: nella stessa
Generalmente riceviamo la pianificazione la notte prima, ma delle modifiche potrebbero essere state trasmesse nel corso della notte. Inoltre, durante il nostro periodo del mattino dopo il sonno, potrebbero essere indicate delle attività molto brevi che sono in realtà dei promemoria: per esempio, oggi niente caffeina per 2 ore prima di un certo esperimento; ricordarsi che questa mattina si sta completando una raccolta delle urine; niente esercizio fisico questa mattina fra le 5 e le 7 (non che io possa candidarmi a questo, ma alcuni membri dell’equipaggio si alzano presto e amano allenarsi al mattino).
Ho iniziato ieri con un semplice esame di acuità visiva, non molto diverso da quello che probabilmente conoscete dalle vostre visite oculistiche. Poi Terry ha misurato la pressione del fluido all’interno del mio bulbo oculare toccando delicatamente la superficie dell’occhio con uno strumento chiamato tonometro (ho già detto che quassù dobbiamo veramente avere fiducia nei nostri compagni di equipaggio?).
Come suggerisce il nome, questo studio riguarda la convezione di Marangoni. Quale convezione? Non è vero che non c’è convezione in assenza di peso? Beh, sì, se intendete la convezione naturale indotta dalle differenze di densità: per esempio, sulla Terra l’aria calda sale perché è meno densa dell’aria fredda. Ma non in condizioni di assenza di peso, perché il galleggiamento è un effetto della gravità! Tuttavia, la convezione di Marangoni si verifica alla superficie di un liquido ed è in realtà guidata dalla tensione superficiale o, più precisamente, dalla differenza di tensione superficiale indotta dalla temperatura. Suona complicato, ma se avete osservato dell’olio al centro di una padella calda muoversi verso i bordi, avete osservato un esempio di convezione di Marangoni.