In cucina…a tutto vapore!
Ritorna il consueto appuntamento con Stefano Polato, il responsabile dello Space Food Lab di Argotec, dove è stato preparato il bonus food di Samantha Cristoforetti, che il 23 novembre 2014 partirà in direzione della Stazione Spaziale Internazionale. Nel corso della missione Futura, frutto della collaborazione tra ESA, ASI e Aeronautica Militare, la nostra astronauta presenterà al pubblico quanto preparato appositamente per lei. Nel frattempo, vediamo che cosa possiamo cucinare sulla Terra e, soprattutto, in che modo.
Lo chef di Argotec ci presenta oggi la cottura a vapore, una tecnica diffusa in tutto il mondo, che ha il vantaggio di evitare il contatto diretto tra acqua e cibo. Questo, infatti, viene cotto grazie alla circolazione di aria e vapore che si instaura tra una pentola piena d’acqua e un cestello dotato di fori appoggiato su di essa. In questo modo, vitamine e sali minerali rimangono all’interno degli alimenti e non vanno persi quando viene scolata l’acqua di cottura.
Secondo Polato, «grazie alla cottura a vapore i cibi tendono a mantenere un sapore molto più ricco, corposo e naturale. Tra l’altro, tutto questo si ottiene senza aggiungere grassi o condimenti durante la preparazione. Il mio consiglio è quello di utilizzarla il più possibile anche a casa. In questo modo sarà possibile cucinare un buon piatto di verdure in soli 15-20 minuti. Si tratta, inoltre, di una tecnica poco costosa visto che basta dotarsi di un semplice cestello di metallo o in bambù. Fate solo attenzione alla quantità d’acqua utilizzata: non deve toccare gli alimenti, ma nemmeno essere troppo poca, per evitare di bruciare il fondo della vostra pentola. In alternativa, se volete dare ancora più gusto al vostro piatto, utilizzate il brodo di verdure oppure alcune erbe aromatiche. Io scelgo spesso salvia, timo e rosmarino, ma ci sono moltissime spezie da provare».
Largamente utilizzata in Asia nella preparazione del riso, ma anche nel Nord Africa per quanto riguarda il cous cous e le verdure, la cottura a vapore è un metodo sano e quindi assolutamente indicato nella dieta di tutti i giorni. «In Argotec – continua Polato – utilizziamo la cottura soft per non alterare gli alimenti, ma vorremmo che questa tecnica venisse usata di più anche a casa o nei ristoranti. In questo modo avremo a disposizione un menu ricco di nutrienti, leggero e altamente digeribile, con sapori e aromi pressoché inalterati. Con un solo fuoco e un cestello con 2-3 piani potremo preparare un pasto completo in poco tempo. Provate, per esempio, con riso integrale, pesce azzurro e verdure, ma date spazio anche alla vostra fantasia».
Antonio Pilello
Per saperne di più: https://www.argotec.it/argotec/index.php/spacefood06/11/2014




«Un’altra accortezza – continua Stefano Polato – è quella di friggere sempre il cibo a piccole dosi e di usare solo una volta l’olio. Un suggerimento utile è quello di controllare regolarmente la temperatura dell’olio tramite un termometro da cucina, facilmente reperibile in commercio, oppure regolando opportunamente il termostato della propria friggitrice. I possibili danni provocati dallo smodato utilizzo dei grassi, purtroppo non si limitano alla frittura. Uno dei passaggi più presenti nelle ricette italiane e non solo, è il soffritto. Considerando che la fiamma dei nostri fornelli casalinghi raggiunge temperature di 300 gradi centigradi, è molto probabile che si superi il punto di fumo. Tuttavia, possiamo aggiungere un po’ di acqua, vino o brodo (in base a ciò che richiede la ricetta in questione) quando iniziamo a sentire il tipico “sfrigolio” dell’olio. In questo modo abbassiamo notevolmente la temperatura evitando la produzione di sostanze nocive. All’interno dello Space Food Lab di Argotec abbiamo fatto molta attenzione a tutti questi aspetti durante la produzione degli alimenti per Samantha. Quindi, per chi non volesse rinunciare, ovviamente senza abusarne, a una buona frittura consiglio di utilizzare un buon olio extravergine di oliva e un termometro per non superare i 170/180 °C.».