Tag: missione 42

ISS e collaborazione

Cara Samantha,

sono Michele, gestisco il sito www.astrocupola.it ed abbiamo avuto modo di conoscerci quando sono venuto a Colonia per il SocialSpace lo scorso settembre. 

La mia domanda prende spunto da uno dei recenti tweet del tuo collega Shenanigan Alexander Gerst, una foto, che lui ha definito la più triste mai scattata, che mostra le esplosioni e i razzi su Gaza (https://twitter.com/astro_alex/status/492003157531451392) e da un articolo che ho tradotto e riportato sul mio blog (http://www.astrocupola.it/2014/07/i-confini-dallo-spazio/) scritto da Ron Garan, astronauta, che parla dei confini visti dallo spazio. La ISS è probabilmente l’espressione migliore di come sia possibile collaborare in diversi ambiti senza alcuna barriera che separi persone di nazionalità, culture e credi diversi. Non per nulla è stata avanzata la proposta di candidare la ISS per il Nobel per la Pace. Tutto molto bello, e se le fosse assegnato sarebbe un grande segno di speranza per il futuro. Ma in concreto, visto come vanno le cose sulla Terra, cosa si può fare affinché la ISS possa essere veramente un mezzo per portare, per quanto possibile, la pace o la speranza in un mondo in cui invece che spararsi l’un l’altro si possa finalmente imparare a parlare e trovare un accordo? Voi come astronauti sulla ISS, e noi come semplici “divulgatori” o “enthusiasts” delle cose che riguardano lo spazio, cosa possiamo fare per contribuire in maniera decisa a far comprendere la necessità del dialogo e della collaborazione tra i popoli? Io ne sono convinto: space unites. Ti ringrazio per la tua eventuale risposta e ti saluto.
Un abbraccio.
Michele

Caro Michele,

condivido il tuo pensiero e ti ringrazio per il lavoro di divulgazione che svolgi. Che risponderti? Non possiamo che fare del nostro meglio per raccontare la bella storia della Stazione Spaziale Internazionale. Io credo che un buon esempio valga più di mille parole. Cari saluti, Samantha

Domande dalla Terra | la comunita' intergalattica

01/08/2014

Cereali integrali e legumi: il duo della salute

Se il piatto unico è lo schema alimentare perfetto secondo le regole della nutrigenomica, è vero che bisogna sapere come riempirlo in modo da costruire un pasto il più possibile completo di nutrienti e buono.

Se la frutta e la verdura occupa metà piatto, l’altra metà va suddivisa tra cereali integrali e alimenti ricchi di proteine (soprattutto pesce ma anche legumi, carni magre e uova).

Partiamo dai cereali integrali. Si distinguono dai cereali raffinati, con cui si produce la farina bianca, perché conservano la crusca e il germe, due parti importanti del chicco ricchi di nutrienti fondamentali come vitamine, sali minerali e, soprattutto fibre. Queste ultime svolgono diverse funzioni importanti nel nostro organismo: permettono il corretto transito intestinale, riducono l’assorbimento dei grassi, contribuiscono a tenere sotto controllo il livello  di glicemia, colesterolo e trigliceridi nel sangue, sono protettive del sistema cardiocircolatorio e favoriscono anche il senso di sazietà e quindi sono un valido aiuto per mantenere sotto controllo il peso.

Le fibre si trovano in buona quantità anche nei legumi. Fagioli, piselli, lenticchie e ceci sono degli alimenti spesso presenti nella cucina cosiddetta “povera” ma meritano di essere riscoperti come valida alternativa alla carne e agli altri alimenti di origine animale.

I legumi, come già accennato, sono ricchi di proteine vegetali che, nonostante abbiano un valore biologico più basso rispetto alle proteine animali, sono prive di grassi saturi e contengono in più sali minerali e fibre. Una persona sedentaria o moderatamente attiva necessita di 0,8-1 grammo di proteine per chilo di peso corporeo al giorno. In una dieta varia e quindi completa è preferibile non escludere del tutto le proteine animali, scegliendo soprattutto pesce. Le proteine, infatti, sono indispensabili per il corretto funzionamento del nostro metabolismo, formano il collagene che dà struttura al nostro corpo, sono i precursori di molti neurotrasmettitori e permettono la crescita e la costante riparazione dei nostri tessuti.

Dr. Filippo Ongaro

Nutrizione e salute

10/07/2014

Uno chef… spaziale: Stefano Polato

Ogni luogo, città, regione o paese può comunicare con la gente attraverso la cucina. Stefano Polato, lo chef ufficiale della missione Futura di Samantha Cristoforetti, ha iniziato a lavorare con Argotec nel 2012. Tre parole possono descrivere bene il lavoro di Stefano: passione, natura e gratitudine. La prima lo ispira ogni giorno e lo sostiene nella ricerca di nuove soluzioni a tavola. La seconda è pensata come un esempio positivo da cui prendere spunto quando si pensa a una nuova ricetta. Infine, l’ultima è il sentimento che il nostro chef prova dentro di sè quando un cliente lo onora con la sua presenza. Oltre a queste, in realtà potremmo usare molte altre parole per far capire a tutti chi è Stefano: gusto, benessere, salute, amicizia e buona compagnia.

Stefano Polato al lavoro

Stefano Polato al lavoro

Tra Stefano e Samantha c’è stata fin da subito un’ottima sintonia nella scelta degli alimenti da portare in orbita. Da questo punto di vista, è molto importante raggiungere il giusto equilibrio tra l’alta qualità dei prodotti locali così come di quelli più esotici. La scelta dei nutrimenti utilizzati da Argotec nella preparazione del bonus food è anche stata fatta sulla base di criteri scientifici molto rigorosi, in modo da selezionare, tra gli ingredienti più sani e nutrienti, quelli maggiormente adatti per la salute e il piacere di Samantha. È molto importante mangiare in modo corretto sulla Terra, ma questo vale ancora di più in condizioni di microgravità.

Raggiungiamo Stefano all’interno dello Space Food Lab di Argotec a Torino, proprio mentre sta preparando qualcosa di gustoso per la missione Futura:

La Stazione è internazionale per definizione, con persone di diversa provenienza e cultura, con tradizioni e gusti differenti di cui ho tenuto conto pensando ai momenti di condivisione tra Samantha e i suoi colleghi. Inoltre, attraverso la cucina è possibile trasmettere al grande pubblico alcuni concetti interessanti. In particolare, Samantha ci ha chiesto un bonus food che rappresentasse bene la sana alimentazione e il benessere psicofisico. L’astronauta, può essere pensato come una lente di ingrandimento, un esempio positivo tramite cui avere accesso a informazioni utili da applicare nella vita quotidiana sulla Terra. In particolare cercheremo di sottolineare quanto siano importanti i metodi di cottura: abbiamo selezionato quelli meno impattanti per l’alimento in modo da avere un pasto pronto, completo e con una shelf-life di almeno 18-24 mesi.”

Antonio Pilello, Argotec

Dietro le quinte

11/06/2014

Samantha Cristoforetti

Nata a Milano ma vissuta a Malè in provincia di Trento, Samantha Cristoforetti è uno dei sei astronauti ESA classe 2009, gli Shenanigans. Pilota dell’Aeronautica Militare Italiana parteciperà all’Expedition42/43 e servirà sulla navicella Soyuz TMA-15 come ingegnere di bordo. È stata selezionata per la missione Futura, la seconda di lunga durata dell’Agenzia Spaziale Italiana dopo quella del collega Parmitano. La data del lancio della sua prima missione è fissata per il 23 novembre alle ore 22:01 italiane dal cosmodromo di Bajkonour in Kazakistan. Leggi ancora

The team

18/09/2013

Anton Shkaplerov

Selezionato nel 2003 come astronauta per la RSA (L’Agenzia Spaziale Russa), Anton Shkaplerov ha lavorato come pilota istruttore per l’Aeronautica russa e, dal 2003 al 2005, come direttore delle operazioni per l’Agenzia Spaziale Russa presso il Johnson Space Center della NASA. È volato per la prima volta verso la Stazione Spaziale Internazionale nel 2011, durante l’Expedition 29/30; nel febbraio del 2012 ha effettuato la sua prima passeggiata spaziale. Anton Shkaplerov partirà per la sua seconda missione insieme a Samantha Cristoforetti il 23 Novembre 2014 come comandante della Soyuz TMA-15M.

The team

18/09/2013

Aleksandr Samokutyayev

Astronauta della RSA (L’Agenzia Spaziale Russa), è stato reclutato nel 2005 dopo aver già lavorato per i cinque anni precedenti al Gagarin Cosmonaut Training Center, il centro russo di addestramento astronauti. Ha lavorato poi come comandante di riserva e ingegnere di volo; nel 2011 ha partecipato all’Expedition 27/28, condividendo tre mesi nello spazio con l’italiano Paolo Nespoli e partecipando ad una passeggiata spaziale della durata di sei ore e ventitré minuti. La missione 27/28 è stata effettuata durante l’anniversario del volo di Yury Gagarin, il primo uomo a essere salito nello spazio nell’aprile del 1961. Samokutyayev sta attualmente partecipando all’Expedition 41/42 come comandante della Soyuz TMA-14; resterà sulla ISS fino a Marzo 2015.

The team

18/09/2013

Yelena Serova

Astronauta dell’Agenzia Spaziale Russa (RSA), è stata selezionata nel 2006. Prima di essere reclutata dalla RSA ha lavorato come ingegnere per la Energia Rocker and Space Corporation e per il Mission Control Center della NASA. È dal 25 settembre 2014 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale per l’Expedition 41/42 e vi resterà fino a Marzo 2015; è stata scelta come primo ingegnere a bordo della Soyuz TMA-14, partita dal cosmodromo di Bajkonur il 25 settembre 2014.

The team

18/09/2013

Barry Wilmore

Astronauta della NASA, originario del Maryland, Barry “Butch” Wilmore è anche pilota e pilota collaudatore della Marina Militare Statunitense. Selezionato nel 2000 ha partecipato alla missione STS-129 dello Shuttle Atlantis nel novembre del 2009, la 31esima del programma Shuttle;  è rimasto nello spazio sulla Stazione Spaziale Internazionale per dieci giorni. Wilmore è stato inoltre addetto alle comunicazioni radio (capsule communicator) per la missione STS-135, l’ultima dello Shuttle nel 2011. È attualmente uno degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale; partito il 25 settembre 2014 ritornerà sulla terra a Marzo 2015; Wilmore sara’ il comandante dell’Expedition42, di cui anche Samantha Cristoforetti farà parte.

The team

18/09/2013

Terry Virts

Selezionato come astronauta NASA nel 2000, Terry Virts è stato pilota collaudatore della US Air Force e pilota nel 2010 sullo Shuttle Endeavour nella missione STS-130, durante la quale sono stati portati alla Stazione Spaziale Internazionale il nodo 3 e la famosa Cupola. È stato selezionato come Comandante dell’Expedition43 a partire dal marzo 2015 e andrà nello spazio a Novembre 2014 come ingegnere di volo assieme a Samantha Cristoforetti.

The team

18/09/2013