Archivio mensile: July 2014

Non tutte le proteine vengono per nuocere

Secondo lo schema del piatto unico un quarto del pasto deve essere dedicato a un alimento proteico. Abbiamo già visto il valore nutritivo dei legumi come fonti proteiche di origine vegetale ma per variare il più possibile la propria dieta, la scelta ottimale è quella di alternare le proteine vegetali con le proteine animali.

Ogni volta che si parla di proteine animali sarebbe utile ricordarsi che gli effetti benefici o nocivi sono in gran parte legati ai metodi di allevamento e di cottura più che all’alimento in sé. Allevamento intensivo con mangimi o allevamento al pascolo per esempio fanno una gran differenza così come esiste una differenza nutrizionale tra pesce allevato e pesce pescato. Allo stesso modo una bistecca abbrustolita e bruciata alla griglia ha poco in comune con una tartare.

Tra le fonti di proteine animali è da preferire senza dubbio il pesce: oltre alle proteine di elevato valore biologico contiene anche acidi grassi omega-3, che svolgono un’importante azione preventiva nei confronti di diversi tipi di patologie. Meglio scegliere pesci nostrani, pescati e di piccola taglia che incamerano meno sostanza inquinamenti rispetto per esempio al tonno e al pesce spada.

Quando si parla di proteine animali non bisogna dimenticare le uova: spesso demonizzate per il loro contenuto di colesterolo. In realtà, oltre a costituire un’eccellente fonte proteica sono anche ricche di acidi grassi e di vitamina K2 che contribuisce a prevenire l’osteoporosi. Per questi motivi 3-4 volte alla settimana, un uovo è un ottimo alimento per una colazione salutare in alternativa alla classica colazione ricca di zuccheri a cui siamo fin troppo abituati.

Chi nello specifico svolge dell’intensa attività fisica, soprattutto a livello muscolare, può considerare anche le proteine del siero del latte. Sono particolarmente utili se assunte subito dopo un allenamento pesante quando i muscoli sono più ricettivi all’assimilazione di proteine.

In conclusione, quindi, le proteine animali, soprattutto di pesce e uova, possono trovare posto sulle nostre tavole, l’importante è considerare la loro provenienza e qualità e ovviamente dosare la quantità in funzione del livello di attività fisica. Per le persone mediamente attive si può considerare 1 grammo per chilo corporeo come un introito corretto di proteine. Per esempio un uomo di 70 kg che svolga attività fisica 2-3 volte alla settimana, dovrà assumere circa 70 grammi di proteine al giorno da una miscela di fonti di origine animale e vegetale.

Dr.Filippo Ongaro

Per saperne di piu’ : http://www.filippo-ongaro.it/

Nutrizione e salute

30/07/2014

Domande da giovani terrestri

Cara Samantha, fra le mille domande che mi provengono dai miei figli ne scelgo due, certa che molte delle risposte le troverò nel sito, nelle sue risposte ad altri utenti, curiosi come noi! Qual è il piatto unico migliore per la dieta di un (o una) astronauta in orbita? Qual è la parte più difficile nell’addestramento che prepara degli  astronauti ad una missione come la sua?
Grazie per l’attenzione e buon lavoro a lei e ai suoi colleghi.
Antonella, Alessandro (12 anni), Michele (8 anni).

Cari Alessandro e Michele, cara Antonella,

non c’è un piatto unico migliore degli altri – l’ importante è comporlo secondo dei principi nutrizionalmente corretti. Il Dott. Filippo Ongaro ha dato delle indicazioni qui. Aggiungerei che è fondamentale variare, perché il nostro corpo possa attingere a uno spettro molto ampio di nutrienti. Quindi per esempio perché non sperimentare con cereali integrali diversi? Variare i legumi? Divertirsi a scegliere per ogni pasto una verdura di un colore diverso? È buona norma essere avventurosi a tavola!

Per la vostra seconda domanda, trovate la risposta in “Chiedilo a Samantha”.

Samantha Cristoforetti

Domande dalla Terra | la comunita' intergalattica

30/07/2014

L’ATV e l’Uovo Cosmico

C’erano una volta un prete cattolico, un astronomo e un professore di fisica all’università di Leuven. Era il terzo decennio del ‘900: mentre il prete si occupava di Creazione, l’astronomo ipotizzò l’Uovo Cosmico e il professore di fisica scrisse le prime equazioni di quel che diventerà poi la teoria del Big Bang.

Quel che rende straordinaria questa storia, è che il prete, l’astronomo e il professore convivevano nella stessa persona: Georges Lemaître. Einstein, che in quegli anni sosteneva l’ipotesi dell’universo stazionario, si accorgerà del valore delle ipotesi del collega belga un po’ a scoppio ritardato. Ma quando lo farà, definirà il suo disaccordo con Lemaître “il più grande errore della mia vita”.

Qualche anno fa Lemaître è diventato anche il nome del quinto e ultimo Veicolo Automatico di Trasferimento (ATV), che sarà lanciato il 29 luglio dalla base europea di Kourou, nella Guiana Francese. L’ATV sarà portato nello spazio – fino a un’orbita circolare a 260 km di quota – da un lanciatore Ariane 5, un razzo di dimensioni non esattamente modeste: 52 metri di altezza, per una massa di 760 tonnellate. Un gioiello della tecnologia europea, che con questo lancio batterà il suo record di sollevamento pesi: sollevare Lemaître significa fare i conti con una massa di oltre 20 tonnellate. Per l’esattezza 20275 kg.

Di questi, ben 6,6 tonnellate sono materiali che saranno utilizzati sulla ISS. Per la prima volta i tre serbatoi di acqua di un ATV saranno pieni: 850 litri di acqua fresca, sia nella versione russa sia nella versione americana . E poiché 850 litri di acqua finiscono rapidamente, Lemaître porterà sulla ISS anche il Fluids Control Pump Assembly (FCPA), che permette di riciclare l’urina e renderla pienamente potabile.

Quando l’ATV terminerà la sua missione, sarà un momento storico. Non solo perché la fase di sgancio sarà seguita da.. indovinate chi? Samantha Cristoforetti, naturalmente. Ma anche perché Lemaître è l’ultimo ATV previsto dal programma per la ISS. La sua combustione in atmosfera sarà l’ultimo atto di una storia europea di enorme successo e sarà ripresa grazie ad una Break-Up Camera ad infrarossi fino a 40 chilometri di altitudine.

Stefano Sandrelli

Aggiornamento del 30 Luglio: Il lancio di ATV-5 e’ avvenuto senza problemi nella notte del 29 Luglio alle ore 23:47 GMT dalla base di Kourou nella Guiana francese. L’arrivo alla Stazione Spaziale è previsto per martedì 12 Agosto. Questo il video del replay del lancio:  


  Aggiornamento del 12 Agosto: 
ATV5 a 19 metri dalla Stazione Spaziale Internazionale durante le manovre per il docking il 12 Agosto 2014.

ATV5 a 19 metri dalla Stazione Spaziale Internazionale durante le manovre per il docking il 12 Agosto 2014.

  ATV5 ha completato senza problemi il docking alla Stazione Spaziale Internazionale agganciandosi al service module Zvezda alle ore 15:29 italiane.     Per maggiori informazioni sull’acqua che gli astronauti bevono sulla ISS: Liscia, gassata o spaziale? In Marocco e Antartide, l’acqua della ISS Per saperne invece di piu’ sull’ATV-5 potete leggere gli aggiornamenti sul blog ufficiale.

Niente Panico

25/07/2014

Appesi a una stringa apparente

Che cosa succede se prendiamo una scarpa per una stringa e la teniamo sospesa in aria? Qualcuno potrebbe seriamente pensare che quella scarpa abbia perso peso? Niente di magico: il peso della scarpa è stato semplicemente equilibrato dalla stringa. Fin qui non c’è davvero bisogno di uno scienziato.

Ma allora perché, a volte, ci si riferisce agli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) si trovano in “assenza di peso”?

Dite che il paragone non è calzante? Che le due cose sono molto diverse? Avete ragione e torto nello stesso momento. La differenza è dovuta al fatto che… sembra mancare la stringa.

Che invece c’è, anche se non si vede: e che agisce sia sul singolo astronauta che sull’intera Stazione.

Spesso, infatti, dimentichiamo che la ISS è in orbita intorno alla Terra. Compie un intero giro intorno al pianeta in appena 90 minuti, alla bella velocità media di circa 27 724 km/h.

Per restare in orbita intorno alla Terra, dato che l’orbita è più o meno circolare, occorre che la ISS “curvi” in ogni istante. E ciascuno di noi ha sperimentato l’effetto di una curva in auto: veniamo spinti verso l’esterno della curva. Ecco, quella è la stringa: la forza che annulla il peso della Stazione Spaziale (degli astronauti e di tutto ciò che sta in orbita intorno alla Terra) è la stessa che appare quando si curva con un auto.

Si chiama “forza apparente”. Apparente perché appare, non perché non sia reale. Che cosa ha di speciale, però? Che, a guardarci, sembra non avere nessuna origine plausibile e che esiste solo a causa della curvatura della traiettoria della ISS.

La forza apparente è la stringa che equilibra il peso degli astronauti e che permette loro di svolazzare indisturbati per la loro casa spaziale.

(NB questa è la spiegazione del fenomeno in un sistema di riferimento non inerziale. Per la spiegazione in un sistema di riferimento inerziale potete leggere questo post)

Stefano Sandrelli

Niente Panico

25/07/2014

Vita da donna sulla Stazione Spaziale

Ciao a tutti e soprattutto al comandante Cristoforetti. Sono decisa a seguire la missione 42 da vera fan, informandovi e partecipando alle comunicazioni dell’avamposto 42 se posso inviandovi i miei feed-back. Per iniziare vorrei porre una domanda scientifica sulla quale non trovo risposta da nessuna parte sinceramente: il ciclo mestruale in missioni difficili di volo e tanto più per sei mesi sulla I.S.S. viene soppresso farmacologicamente o si lascia il suo naturale svolgimento? Certo che nella seconda ipotesi…..insomma lo vedo come un disagio fisico aggiuntivo per il fisico femminile, ironicamente direi quasi un’ingiusta condanna.

Grazie per la risposta. Carla, con entusiasmo, che vi scrive da Cagliari.

Cara Carla, ti ringrazio per la tua domanda. Credo sia una curiosità che hanno in molti, per cui con l’equipaggio di Avamposto 42 abbiamo deciso di pubblicare la risposta in “Scarpette Rosa”. La trovi qui . Buona estate nella bella Cagliari, di cui ho un bellissimo ricordo. Samantha

Domande dalla Terra | la comunita' intergalattica

25/07/2014

Le scarpe rosa: vita quotidiana sulla ISS

Questo post e’ nato come risposta ad una domanda inviataci da Carla (la potete trovare qui):

Non esistono delle regole che impongano o, al contrario, vietino di sopprimere il ciclo mestruale durante una missione nello spazio. Per la verità anche delle mere raccomandazioni non esistono: ogni astronauta decide liberamente in base alla propria preferenza. È naturalmente buona norma informare della decisione il proprio “flight surgeon” (medico di volo), che deve essere al corrente di tutti gli aspetti riguardanti la salute. A parte questo, si tratta di una scelta del tutto privata.

Per quello che ho sentito raccontare dalle colleghe, credo che spesso prevalgano considerazioni di praticità che rendono preferibile una soppressione farmacologia. Non è peraltro una cosa molto lontana da quanto praticato comunemente da molte donne: chi fa semplicemente un uso “classico” della piccola anticoncezionale di fatto sopprime già il proprio ciclo mestruale. Le perdite durante la settimana di interruzione (o di placebo), non sono una vera mestruazione, ma un cosiddetto sanguinamento da sospensione.

Se si decide invece di avere invece un regolare ciclo mestruale a bordo, non è certo un problema. Ci sono stock di prodotti igienici e la “scocciatura” mi sembra davvero minima: io non vorrei farei cambio, per esempio, con la necessità di radermi il viso (e magari anche la testa) tutte le mattine in assenza di peso!

Samantha Cristoforetti

Le scarpe rosa

25/07/2014

Nella vita ci vuole un po’ di pepe e… curry!

Dall’Europa all’India… sino alla Stazione Spaziale Internazionale. La famosa rotta delle Spezie, la via marittima aperta tra il XV e il XVI secolo dagli esploratori portoghesi, permise di “avvicinare” il Vecchio Continente all’Oriente. Anche il bonus food preparato da Argotec per Samantha è ricco di spezie e prodotti naturali. Vediamo perché.

Le nostre dispense sono sempre più ricche di ingredienti e prodotti. Tuttavia, una loro assunzione errata, in termini di qualità e quantità, può anche favorire la comparsa di alcuni stati patologici come l’ipertensione arteriosa e altre malattie dell’apparato cardiocircolatorio. Di conseguenza, come prima regola da seguire, è molto importante ridurre il consumo di sale e zucchero. Questo vale sulla Terra, ma anche sulla Stazione Spaziale, dove gli effetti sulla salute dovuti alla microgravità sono evidenti. Il sale, per esempio, favorisce la ritenzione idrica. Il consumo eccessivo di zucchero può invece favorire l’insorgere di malattie cardiache, diabete, sovrappeso e obesità, per cui non è stato utilizzato nel menu della missione Futura. Si tratta di una scelta condivisa con Samantha e legata alla sana e corretta alimentazione.

I due ingredienti possono essere facilmente sostituiti con altri dalle grandi proprietà benefiche: per esempio, solo per citarne alcuni, spezie gustose come la curcuma e il curry, il pepe, il peperoncino, i semi oleosi, le erbe aromatiche oppure un dolcificante naturale come la frutta, matura al punto giusto oppure essiccata. Senza dimenticare prodotti naturali quali il malto, il miele, lo zucchero di canna integrale e la stevia.

Inauguriamo con questo post un appuntamento fisso con i consigli di Stefano Polato, lo chef Argotec della missione Futura: “Il mio primo suggerimento è quello di approcciarsi al consumo dei cibi preconfezionati con maggior consapevolezza, perché questi vengono spesso addizionati con zucchero o sale, ma anche di mangiare molta più frutta e verdura. Ricordiamo di leggere sempre l’etichetta nutrizionale di quello che compriamo. È uno strumento importante, spesso sottovalutato, che può permetterci un acquisto più consapevole e soprattutto sano. Grandi quantità di sale e zucchero, oltre che danneggiare il nostro organismo, rischiano di “inquinare” il nostro palato, rendendo difficile il riconoscimento dei gusti più naturali.

L’esperienza acquisita nell’Argotec Space Food Lab di Torino è stata molto utile: “Il sale da tavola può essere facilmente sostituito con le spezie, visto che ce ne sono molte davvero gustose e con ottime proprietà. Facciamo lo stesso anche con lo zucchero bianco raffinato, utilizzando al suo posto quello già presente nella frutta di stagione. In ogni caso, la cosa più importante è scegliere una materia prima di buona qualità, quindi già di per sé gustosa, così poi non servirà aggiungere sale o zucchero per esaltare il nostro piatto.

Antonio Pilello, Argotec

Per saperne di più’ su Argotec e Stefano Polato: http://www.argotec.it/argotec/index.php/spacefood/spacefood_futura

24/07/2014

Lo spuntino è con noci, mandorle e frutta secca

È un classico: a pranzo e a cena si fa attenzione a quello che si mangia, scegliendo con cura i cibi da consumare secondo anche le giuste combinazioni alimentari e, magari, anche seguendo il modello del piatto unico. Poi, però, nel corso della mattina o del pomeriggio appena si sente un po’ di appetito lo si placa con qualche snack iper elaborato o addirittura non si mangia nulla ignorando il segnale di fame che ci manda l’organismo per poi finire con il mangiare troppo più tardi.

Invece, non bisogna sottovalutare l’importanza dello spuntino di metà mattina e di metà pomeriggio. Lo spuntino, infatti, serve a evitare cali della glicemia e a far sì di non arrivare così affamati a pranzo e a cena da rischiare una vera e propria abbuffata.

Se salatini, barrette e merendine non sono adatti per degli spuntini sani, cosa scegliere? Sicuramente della frutta fresca e della verdura da sgranocchiare, ma anche noci, mandorle e altri tipi di frutta fresca sono perfetti.

Prima di tutto sono facili da portare con sé e hanno eccellenti proprietà benefiche. Le noci, soprattutto, sono ricche di acidi grassi omega-3 che intervengono nel nostro organismo come potenti antinfiammatori. A ciò si aggiungono anche gli antiossidanti come la vitamina E che sono in grado di contrastare l’invecchiamento cellulare provocato dai radicali liberi e quindi a proteggerci da diversi tipi di patologie come quelle cardiache, neurologiche e quelle che colpiscono il fegato in caso di obesità. Gli antiossidanti della frutta secca sono benefici anche per la mente perché aiutano a ridurre la stanchezza e l’affaticamento provocati dallo stress.

E le calorie? Le noci, le mandorle e le altre tipologie di frutta secca sono sì molto caloriche, bisognerebbe, infatti, consumarne non più di 4-5 a spuntino, ma si tratta di calorie “buone”: le informazioni che mandano alle nostre cellule sono decisamente migliori rispetto a quelle che l’organismo trae da merendine e snack industriali e processati anche se ipocalorici.

Dr. Filippo Ongaro

Per saperne di più: http://www.filippo-ongaro.it/

Nutrizione e salute

22/07/2014

Apollo 11, niente panico: ma lasciate la porta socchiusa, per favore

Quanti di noi sono usciti di casa chiudendosi la porta alle spalle e, subito dopo, sono stati assaliti da un brivido di terrore: “avrò preso le chiavi?”

A chi scrive è capitato qualche anno fa, a Bologna, e ricorda ancora con passione l’arrivo dei pompieri a sirene spiegate che, essendo informati della situazione, lo prendevano allegramente in giro.

Ma non sempre i pompieri hanno scale sufficientemente alte per passare dalla finestra. Prendete la Luna, per esempio. C’è una storia di serrature e chiavi piuttosto curiosa, che riguarda l’Apollo 11, la missione che ha portato per la prima volta l’uomo a sbarcare sul nostro satellite naturale e che, il 21 luglio celebra il 45esimo anniversario della discesa degli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla superficie lunare.

Gli ufficiali di missione dell'Apollo 11 si rilassano dopo il lancio il 16 lulgio 1969. Credits: NASA

Gli ufficiali di missione dell’Apollo 11 si rilassano dopo il lancio il 16 lulgio 1969.
Credits: NASA

La scena è questa: Neil Armstrong ha annunciato da poco – in mondovisione – di aver fatto un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l’umanità. Buzz Aldrin sta uscendo dal modulo di atterraggio Eagle. I due astronauti sono in contatto radio e ciascuno fa la cronaca all’altro di quel che sta per fare. Armstrong guida Aldrin nella discesa, che evidentemente non è così banale come si potrebbe pensare.

Ecco un brano (in traduzione libera) della trascrizione originale del dialogo tratta da Apollo 11 – lunar surface journal, a cura di Eric M. Jones, e pubblicata sul sito ufficiale della NASA.

109:41:28 Aldrin: Okay. Ora torno indietro e chiudo parzialmente il portellone (lunga pausa). Voglio essere sicuro di non chiudermelo alle spalle uscendo.

109:41:53 Armstrong: (ride) Be’, mi pare proprio una bella idea!

109:41:56 Aldrin: Sarà la nostra casa per il prossimo paio di ore e voglio averne buona cura.

Questo scambio ha dato il via a una serie di semplificazioni “da web”, come per esempio la battuta secondo cui il portellone dell’Eagle non avesse una maniglia esterna. Il che tecnicamente era vero, se si prende il termine maniglia alla lettera. Ma questo non significa che il portellone non potesse essere aperto dall’esterno attraverso una valvola. Non senza difficoltà: se per qualche mal funzionamento, fosse aumentata la pressione interna all’Eage, i due sarebbero rimasti chiusi fuori, come emerge dai commenti di Aldrin e Armstrong, riportati da Jones. Nel settembre 1991 ci ridono sopra:

Armstrong (serio): (abbiamo socchiuso) per evitare che qualcuno dicesse: ma dove siete nati? In un granaio?

Aldrin: Ora che sollevi il problema, che cosa sarebbe successo se la valvola si fosse rovinata o altro e avesse iniziato la ri-pressurizzazione?

Armstrong: Non saremmo mai rientrati

Aldrin (ridacchiando): Avevamo mai affrontato questo problema? Forse sarebbe stata una buona idea usare un mattone o una macchina fotografica per evitare che si chiudesse. Qualcuno ci avrà pensato.

Morale della storia: quando uscite di casa, non chiudete la porta. Neanche sulla Luna. Probabilmente riuscirete a rientrare, ma perché complicarsi la vita?

Link alla trascrizione originale:

http://www.hq.nasa.gov/alsj/a11/a11.step.html

Originale inglese:

L'astronauta Edwin E. Aldrin, Jr. durante la sua EVA sulla Luna il 20 Luglio 1969. Nella foto si trova accanto all'esperimento Solar Wind Composition (SWC) e nelle vicinanze del modulo lunare Eagle.

L’astronauta Edwin E. Aldrin, Jr. durante la sua EVA sulla Luna il 20 Luglio 1969. Nella foto, scattata dal compagno Neil Armstrong, Aldrin si trova accanto all’esperimento Solar Wind Composition (SWC) e nelle vicinanze del modulo lunare Eagle.

109:41:28 Aldrin: Okay. Now I want to back up and partially close the hatch. (Long Pause) Making sure not to lock it on my way out.

109:41:53 Armstrong: (Laughs) A particularly good thought.

109:41:56 Aldrin: That’s our home for the next couple of hours and we want to take good care of it.

[Armstrong (straight-faced) – “To avoid having somebody say ‘Were you born in a barn?'”]

[Aldrin – “Now that you bring it up, what would have happened if the valve had gotten screwed up or something and it started re-pressurizing?”]

[Armstrong – “You’d never get back in.”]

[Aldrin – “Did we really ever investigate that problem? (Chuckling) It probably would have been a good idea to use a brick or a camera to keep it from closing. Somebody must have thought about that.”]

In corsivo sono riportati I commenti di A. e A. a Jones, quando hanno riascoltato la registrazione del loro dialogo, nel 1991, in occasione della trascrizione del tutto.

Stefano Sandrelli

Niente Panico

21/07/2014